Il trattamento omeopatico del cancro

L'osservazione e i primi risultati di due anni di intervento omeopatico su pazienti oncologici presso la clinica Santa Croce di Orselina in Svizzera.

Dall'aprile del 1997 sei medici omeopatici utilizzano l'omeopatia per il trattamento di soggetti affetti da gravi patologie, prevalentemente di natura neoplastica, in un ospedale svizzero, la Clinica Santa Croce di Orselina. Lo scopo di questa relazione è presentare questo lavoro e i risultati ottenuti negli ultimi due anni.
Le osservazioni che seguono si riferiscono ai primi 75 pazienti trattati all'interno della clinica. Il primo esame e l'ulteriore trattamento di questi pazienti sono stati eseguiti da me personalmente, poiché intendevo ottenere un gruppo omogeneo che consentisse la comparazione dei risultati clinici.
I pazienti sono rimasti nella clinica per un periodo di 2-3 settimane durante le quali abbiamo cercato di selezionare il rimedio omeopatico più adeguato, somministrandolo quotidianamente alla potenza cinquantamillesimale. Appena è stato possibile, siamo passati alla somministrazione di potenze centesimali utilizzando il metodo di Kent.
I pazienti sono stati divisi in due gruppi:
1) pazienti con cancro allo stadio avanzato che presentavano metastasi;
2) casi di cancro non molto avanzati.
Abbiamo inoltre esaminato: a) i pazienti trattati esclusivamente con l'omeopatia; b) i pazienti trattati prima allopaticamente e in seguito con l'omeopatia; c) i pazienti trattati contemporaneamente con l'omeopatia e l'allopatia.
L'obiettivo del lavoro era l'individuazione, attraverso la ricerca, delle modalità di trattamento più efficaci per i pazienti oncologici nella pratica medica quotidiana o in clinica.

Si sono ottenuti  i risultati  riportati qui di seguito:
1) Casi avanzati
migliorati
peggiorati
deceduti
terapia interrotta
a) solo omeopatia
TO: 22 mesi
5
circa il 45%
2
2
1
b) allopatia e successivamente omeopatia
TO: 24 mesi
7
circa il 30%
3
circa il 68%
12

c) allopatia e omeopatia contemporaneamente
TO: 36 mesi
8
100%




TO: tempo di osservazione

2) altri casi di cancro
migliorati
peggiorati
deceduti
terapia interrotta
a) solo omeopatia
TO: diversi anni
11
100%
---
---
---
b) allopatia e successivamente omeopatia
TO: diversi anni




c) allopatia e omeopatia contemporaneamente
TO: diversi anni
24
100%
---
---
---

Come si può rilevare, i risultati migliori sono stati ottenuti nei pazienti con tumore allo stadio avanzato, associando con equilibrio il trattamento omeopatico a quello allopatico. Sulla base dell'esperienza clinica sembra che il metodo migliore consista, qualora sia possibile, nell'utilizzare in prima battuta il trattamento omeopatico, associando ad esso la terapia allopatica in un secondo tempo.
Nei pazienti con cancro non allo stadio avanzato si sono rilevati gli stessi risultati sia quando si è somministrata soltanto la terapia omeopatica sia con l'associazione di omeopatia e allopatia.
I risultati peggiori si sono osservati invece nei casi trattati a lungo prima con la terapia allopatica e in seguito con l'omeopatia poiché si trattava di pazienti con un sistema immunitario eccessivamente compromesso dal trattamento allopatico.
Quelli che seguono sono i riferimenti concreti ad alcuni dei gruppi di pazienti summenzionati e che hanno lo scopo di spiegare concretamente i dati statistici presentati nella relazione. Non è possibile per ragioni di tempo riportare tutti i casi clinici in dettaglio, ma questi esempi sono indicativi degli altri soggetti trattati all'interno dello stesso gruppo.


Casi clinici del gruppo 1a (casi avanzati di cancro trattati soltanto con l'omeopatia)
Si tratta di una bambina affetta da tumore cerebrale (glioblastoma multiforme), trattata prima in clinica e successivamente a domicilio. La paziente sta bene, va a scuola e non presenta più sintomi. Il tempo di osservazione è di 19 mesi.

Insegnante di 35 anni, affetto da cancro della tiroide con metastasi a livello polmonare e nella gola esterna. Il paziente è giunto in clinica poiché la medicina allopatica non aveva più nulla da offrirgli, se non a prezzo di gravi effetti collaterali e lamentava dolore lungo il braccio sinistro a causa del coinvolgimento del plesso brachiale.
È stato trattato prima in clinica e successivamente a domicilio. Allo stato attuale il paziente non avverte più dolore, le metastasi alle ghiandole cervicali si sviluppano molto lentamente. Le sue condizioni di salute generali sono molto buone. Il tempo di osservazione è di 19 mesi.

Giovane donne affetta da cancro mammario di consistenza dura, simile a pietra, con metastasi nei linfonodi ascellari. La paziente ha rifiutato la terapia allopatica ed è stata trattata soltanto con l'omeopatia. La massa tumorale si è ridotta passando da 9x9 cm a 5x4 cm. La paziente sta molto bene e continua a lavorare. Tempo di osservazione: 3 anni.


Casi clinici del gruppo 1b (casi di cancro allo stadio avanzato trattati prima con l'allopatia e 
successivamente con l'omeopatia)
Paziente di 50 anni affetta da cancro mammario con metastasi multiple a livello della colonna e delle coste. Quando è arrivata in clinica lamentava dolori molto intensi e riusciva a camminare solo con l'ausilio di un busto ortopedico.
Già dopo due settimane la donna non lamentava più dolore e attualmente non ha più bisogno del busto per camminare, è in grado di sciare e di fare esercizio fisico per un'ora alla settimana.
I marker tumorali e la fosfatasi alcalina si sono progressivamente abbassati. Il tempo di osservazione è di 30 mesi.

Signora di 54 anni affetta da cancro mammario con metastasi nei linfonodi ascellari. Ha già subito interventi di isterectomia e ovarectomia, presenta metastasi ossee e nei tessuti molli. È arrivata in clinica perché i dolori procurati dalle metastasi erano molto intensi.
Dopo il trattamento omeopatico non avverte più dolore. Dalla TAC si riscontra un andamento stabile del processo di metastatizzazione. Il tempo di osservazione è di 16 mesi.

Si tratta di una signora di 60 anni, che ha subito una mastectomia per carcinoma mammario ed è stata sottoposta a diversi cicli di chemioterapia. È venuta nella clinica a causa di un carcinoide. Da 8 anni soffriva di diarrea cronica e di dolori addominali. Subito dopo l'avvio del trattamento omeopatico la diarrea e i dolori addominali sono cessati e la paziente si è sentita meglio. Il tempo di osservazione è di 21 mesi.


Casi clinici del gruppo 1c (casi avanzati di cancro trattati con omeopatia e allopatia contemporaneamente)
La paziente è una donna di 30 anni, che ha subito una mastectomia per un cancro mammario di grosse dimensioni. Presenta diverse metastasi a livello delle ossa pelviche e un'ampia metastasi nel femore. In ospedale volevano sottoporla a radioterapia in base alla valutazione che alla prima occasione si sarebbe verificata la frattura del femore. La giovane donna ha rifiutato ogni terapia allopatica e viene trattata esclusivamente con l'omeopatia. Da 30 mesi non avverte più dolore e cammina ogni giorno per 4-5 ore su sentieri di montagna.

Bambino di 7 anni con rabdomiosarcoma ricorrente a crescita molto rapida nonostante le terapie allopatiche (intervento chirurgico, chemioterapia e radioterapia). Associando all'allopatia il trattamento omeopatico, non si sono verificate ricadute e il bambino sta molto bene. Il tempo di osservazione è di 36 mesi.

Signora di 70 anni con leucemia linfatica cronica (800.000 leucociti). Megalosplenia, ascite ed edema degli arti inferiori. Pensavamo fosse in fin di vita dal momento che non era in grado di muoversi dal letto e versava in uno stato di grande confusione. In ospedale le è stato somministrato un trattamento allopatico (Litalir) fino a portare i leucociti a 10.000, successivamente le è stata somministrata una terapia omeopatica.
Adesso la paziente sta molto bene, l'ascite è scomparsa e ha una grande energia: è in grado di andare al mare con il marito e di nuotare. I leucociti sono arrivati a 7.000 dopo la somministrazione associata di Litalir e di medicinali omeopatici. Non assume altri farmaci. Il tempo di osservazione è di 15 mesi.


Casi clinici del gruppo 2a (casi di cancro non avanzato trattati solo con l'omeopatia)
Paziente di 48 anni affetto da un linfoma non Hodgkin con un linfonodo ascellare delle dimensioni di un uovo. Grazie al trattamento omeopatico la ghiandola è scomparsa e le sue condizioni generali sono molto buone. Non ci sono state ricadute. Il tempo di osservazione è di 28  mesi.

Giovane donna di 25 anni con cancro dell'utero. I medici allopatici le hanno proposto l'intervento di Wertheim (isterectomia e ovarectomia), che la donna ha rifiutato dicendo che preferiva morire piuttosto che sapere che non potrà mai avere figli. È stata sottoposta a trattamento omeopatico e dopo 24 mesi la TAC non rivelava più segni di cancro. Il tempo di osservazione è di 36 mesi.

Paziente di sesso maschile di 59 anni d'età con cancro della prostata di II livello. Grazie alla terapia omeopatica le sue condizioni generali sono migliorate e il marker tumorale PSA (antigene prostatico specifico) si è normalizzato. Il tempo di osservazione è di 24 mesi.


Casi clinici del gruppo 2c (casi di tumore non avanzato trattati con omeopatia e allopatia contemporaneamente)
Donna di 50 anni operata per cancro rettale e sottoposta a radioterapia. È venuta nella nostra clinica a causa di molti disturbi, e in particolare del dolore avvertito all'anca durante la deambulazione.
Nelle prime due settimane di trattamento i dolori sono scomparsi e a tutt'oggi non si sono più manifestati. La paziente sta bene e lavora a tempo pieno come psicologa. Il tempo di osservazione è di 34 mesi.

Giovane di 23 anni affetto da sarcoma di Ewing extrascheletrico altamente maligno, che non poteva essere operato nei tessuti sani. Il paziente era già stato sottoposto a chemioterapia ed è giunto in clinica in uno stato di grande debolezza, con tosse e un numero di leucociti molto basso. Nel corso del trattamento omeopatico il numero dei leucociti è aumentato molto rapidamente e il suo stato generale migliora giorno dopo giorno. L'ultimo controllo PET  (tomografia a emissione di positroni), eseguito un mese fa, ha rilevato un tessuto completamente sano. Il tempo di osservazione è di 19 mesi.

Donna di 63 anni di nazionalità italiana, affetta da cancro della vescica con anemia idiopatica. Viene sottoposta a 10 trasfusioni l'anno e presenta pertanto un'emocromatosi iatrogena con un livello di ferritina (1500) molto elevato. Durante il trattamento omeopatico l'anemia si è normalizzata e da 30 mesi non ha più bisogno di trasfusioni. La ferritina è a 600. Attualmente stiamo trattando il cancro della vescica con rimedi omeopatici e irrigazioni di BCG. Il tempo di osservazione è di 36 mesi.

Signora di 45 anni con metastasi da melanoma. Il melanoma primario sulla coscia destra è stato operato, poi la paziente è stata sottoposta a terapia omeopatica e a ogni comparsa di metastasi (prima all'inguine, poi al polmone, poi all'intestino) ha subito un intervento chirurgico. La donna è guarita. Il tempo di osservazione è di 10 anni.
Questa paziente è stata trattata nel mio studio prima che iniziassi a lavorare nella clinica di Orselina e quindi il tempo di osservazione è particolarmente lungo.


Conclusioni
Prima di iniziare a lavorare nella clinica Santa Croce ho trattato circa 40 casi oncologici nel corso di 20 anni: tutti i pazienti sono ancora in vita e sono stati osservati per molti anni. La maggior parte di essi ha assunto una terapia omeopatica associata al trattamento convenzionale, mentre una parte ha assunto soltanto rimedi omeopatici.
Il concetto centrale di questo lavoro è quello di incoraggiare l'utilizzo dell'omeopatia nel trattamento dei pazienti oncologici sulla base delle seguenti considerazioni:
a) il 30% della popolazione dei paesi occidentali viene colpita da tumore nel corso della propria vita;
b) con il trattamento omeopatico le sofferenze del paziente si riducono notevolmente e non è necessario utilizzare analgesici o morfina;
c) in caso di tumore la prognosi di sopravvivenza è molto migliore se al trattamento convenzionale si associa anche la terapia omeopatica;
d) l'intervento omeopatico consente inoltre un notevole risparmio in termini economici: i medicinali sono meno costosi, gli interventi chirurgici si rendono meno necessari e si riducono le recidive. Anche questo è un aspetto importante, soprattutto in considerazione dei problemi finanziari che affliggono i sistemi sanitari moderni e in particolare quelli dei paesi più poveri.

I rimedi omeopatici utilizzati più spesso nel trattamento del cancro e di patologie analoghe sono i seguenti:
1. Phosphorus
2. Lycopodium
3. Sepia
4. Sulfur
5. Lachesis
6. Natrum muriaticum
7. Calcarea carbonica
8. Arsenicum album
9. Thuja
10. Silicea
11. Conium
12. Carbo animalis
13. Tubercolinum
14. Graphites
15. Bryonia
16. Belladonna

I rimedi specifici del tumore non compaiono ai primi posti di questo elenco poiché ci sono molti casi trattati anche con la medicina convenzionale. I grandi policresti risultano pertanto i rimedi principali utilizzati per il trattamento del cancro nella nostra clinica.
In conclusione vorrei ringraziare il mio Maestro, il dottor Künzli von Fimmelsberg, deceduto nell'aprile del 1992, presso il quale ho studiato l'omeopatia per oltre 15 anni. Senza il suo straordinario insegnamento non avrei potuto portare avanti il lavoro appena descritto né trovarmi dove sono adesso.


Autore: Dott. Dario Spinedi, Dr med omeopatico, Clinica Santa Croce, CH 6644 Orselina, tel: 091/7354372, fax: 091/7354374.
Tratto da Proceedings Book, 55° Congresso della Liga Homeopathica Medicorum Internationalis, Budapest 13-17 maggio 2000.
Traduzione dall'inglese di Mariella Di Stefano.