Tumori cerebrali e trattamento omeopatico

Introduzione
I tumori primari del sistema nervoso centrale (SNC) costituiscono il 10% delle affezioni neurologiche presenti nella popolazione ospedaliera. Questi tumori sono la seconda neoplasia più diffusa nell'infanzia (23,9 milioni di bambini con meno di  15 anni).
Si tratta di tumori che raramente formano metastasi all'esterno del SNC, anche se il sistema nervoso centrale può essere coinvolto secondariamente da tumori sistematicamente trattati nel 15-20% dei pazienti oncologici.

È un fatto noto che questa grave patologia costituisce un grande interrogativo per l'umanità e per la scienza medica, dal momento che è caratterizzata da morbilità e mortalità molto elevate.
La chirurgia e la radioterapia non rappresentano ancora la risposta definitiva al trattamento di queste neoplasie, che sono di grande interesse per il mondo medico anche per le seguenti ragioni:
- anche se solo il 2% dei tumori cerebrali primari è maligno, i pazienti che ne sono colpiti  hanno una percentuale di sopravvivenza a 5 anni inferiore al 25%.
- Generalmente i gliomi di basso grado reagiscono bene all'intervento chirurgico e alla radioterapia, mentre quelli di alto grado sono fra i più resistenti.
 - I bambini con glioma del tronco cerebrale presentano una prognosi negativa. Si è provato ad applicare la radioterapia a questi pazienti, che tuttavia non si è rivelata di grande aiuto.
 - Il controllo di qualità degli studi sull'utilizzo della radioterapia nel medulloblastoma mostra che circa la metà dei fallimenti terapeutici sono imputabili a imperfezioni della stessa. Questo dato ridimensiona il ruolo della suddetta terapia nel medulloblastoma.
 - I pazienti con adenoma ipofisario trattati chirurgicamente e con radioterapia sono maggiormente esposti al rischio di un secondo tumore intercranico. È probabile che le radiazioni rappresentino il primo fattore che contribuisce a una percentuale di  rischio così elevata.

Nella Materia Medica vengono riportati molti rimedi dotati di azione antineoplastica, ma il loro ruolo nel trattamento dei tumori cerebrali è ancora oggetto di indagini scientifiche eseguite con l'ausilio dei più moderni strumenti diagnostici (come TAC e risonanza magnetica) a disposizione della scienza medica. Il presente lavoro consiste in un trial di rimedi omeopatici e si pone l'obiettivo di evidenziare il loro ruolo nel trattamento di questa patologia.

Materiali e metodi
Il presente studio è stato disegnato e finalizzato per osservare la frequenza e la distribuzione in base al sesso della patologia, l'efficacia del trattamento omeopatico, la percentuale di sopravvivenza e le condizioni del paziente privo della malattia dopo aver completato un trattamento della durata di 5 anni.
Si sono presentati nel mio ambulatorio 122 pazienti con diverse forme di tumore cerebrale. Per la realizzazione dello studio è stata effettuata una selezione casuale dei pazienti. Settanta di questi pazienti, dichiaratisi fiduciosi nel trattamento omeopatico, sono stati inclusi nello studio. I criteri di inclusione e di esclusione dei pazienti sono stati definiti in base alla durata del trattamento e sono stati esclusi i pazienti trattati per un periodo di tempo inferiore a 6 settimane.
Quando ogni caso si presentava alla diagnosi, si studiava nei dettagli il suo quadro clinico complessivo con TAC e RM. L'esame includeva la consulenza neurologica. I rimedi sono stati selezionati tenendo conto della totalità dei sintomi, della valutazione clinica, della causa e della natura della malattia.
I principali rimedi utilizzati nel corso dello studio sono stati: Thuja occ. 1M-50M, Conium mac. 30-10M, Calc. fluor. 30-1 M, Carcinosinum 1M, Nat mur 1M-50M, Phosphorus 1M-10M,  Calc carb 1M-50M, Arnica 1M, Apis mel 30, Phytolacca 30, Causticum 30-1M, Acid nit 30.

Rimedi intercorrenti utilizzati
Tubercolinum 1M, Pulsatilla nig 1M, Opium 1M-50M, Lachesis 1M-10M, Sulphur 1M-10M, Pituitarium 30, Nat sulph 30, Lathyrus sat 30, Gelsemium 30, Curare 30, Acid acet 30, X-ray 30, Stramonium 30, Kali phos 6x, Calc fluor 6x, Thiosinaminum 3x.
Alla fine del trattamento se la TAC e la risonanza magnetica evidenziavano una totale risoluzione della lesione, si consigliava ai pazienti di tornare in ambulatorio dopo 3 mesi per esaminare gli eventuali disturbi collaterali o le complicanze sopraggiunte e intervenire tempestivamente nel loro trattamento.

Risultati
È stata rilevata in ambulatorio la seguente frequenza dei diversi tipi di tumore cerebrale: glioma 17,2%, astrocitoma 43,4%, meningioma 9,8%, adenoma ipofisario 9%, altri 20,6%. Le percentuali sono riportate nella tabella 1.

Tabella 1
Glioma 21
Astrocitoma (gr I-III) 32
Glioblastoma multiforme 21
Meningioma 12
Adenoma ipofisario 11
Medulloblastoma 3
Neurocitoma 2
Oligodendroglioma 1
Neurofibromatosi cerebrale 1
Angioma 1
Meningiosarcoma 1
Istiocitoma 2
Condroma 1
Cisti epidermoide 3
Craniofaringioma 1
Neuroma acustico 2
Meningoendotelioma 1
Emangioblastoma 1
Lesioni cerebrali da sifilide secondaria 1
Neurilemmoma 3

Il rapporto fra pazienti di sesso maschile e femminile era 4:3 nel glioma, 2:1 nell'astrocitoma, 1-2 nel meningioma, 1:1 nell'adenoma ipofisario e 2:1 negli altri tipi di tumori.
Dall'analisi del grafico di distribuzione del tumore cerebrale per età si è rilevato che:
 - la maggioranza dei tumori cerebrali si manifesta durante la fase attiva dell'età adulta (15-60 anni di età);
 - il glioblastoma multiforme sembra più comune nel gruppo di età più avanzata (40-60 anni) in confronto all'astrocitoma (grado I-III), più diffuso nella fascia di età 15-55.
 - l'adenoma ipofisario è in generale il tumore del gruppo in età riproduttiva (20-50 anni di età).
Prima di passare ad analizzare i risultati vale la pena sottolineare che la maggioranza dei pazienti sottoposti a trattamento omeopatico si trovavano in uno stadio avanzato della malattia, presentavano complicanze o erano stati dichiarati inguaribili da altri sistemi terapeutici. A tutt'oggi i risultati di tre anni di studio sono incoraggianti e sono stati descritti nella tabella 2.

Tabella 2 
Istopatologia         totale casi                interrotti/deceduti    curati       migl.        stabili      pegg       
                                                               prima di 6 sett                                                                        prima di 6 mesi      
Glioma
Non confermato      21                           10                                           1              3              6              1
Confermato             55                           28                                           1              8              9              9
Meningioma           11                           3                                             -              3              3              2
Ad. ipofisario         11                           3                                             2              2              4              -
Altri                        24                           8                                             1              2              33            14
Totale                      122                         52                                           5              18            33            14

È significativo il fatto che 5 pazienti (2 casi di glioma, 2 di adenoma ipofisario e 1 di medulloblastoma) abbiano pienamente risposto al trattamento omeopatico e che le lesioni si siano completamente risolte, come dimostrano gli esami diagnostici eseguiti in una seconda fase.
Vale inoltre la pena menzionare che 18 pazienti sono in fase di "miglioramento" e che presentano una regressione delle lesioni, sempre supportata dalle più moderne tecnologie diagnostiche. 33 pazienti del gruppo definito "stazionario", e quindi una buona percentuale, sono stabili e non presentano un ulteriore peggioramento. Essendo in trattamento da almeno 6 mesi, essi costituiscono la base dalla quale nel prossimo futuro potremo attingere per inserire altri casi nella categoria di pazienti in via di miglioramento o curati.

Discussione
I tumori cerebrali danno luogo a manifestazioni cliniche poiché sono in grado di ostruire la circolazione del liquido cerebrospinale, con conseguente aumento della pressione intracranica e per coinvolgimento focale limitato alla sede del tumore. Pertanto i segni e i sintomi sviluppati a causa del tumore dipendono dalle dimensioni, dalla sede e dall'edema circostante.
La storia clinica e l'esame neurologico forniscono gli strumenti più validi per  individuare la sede del tumore, anche prima che la pressione intracranica si manifesti con una prominenza. Uno dei sintomi più frequenti dell'aumentata pressione è la cefalea, generalmente localizzata, che deve pertanto considerarsi come un sintomo importante nei bambini perché i pazienti pediatrici lamentano raramente mal di testa. È stato riscontrato infatti che il 70% dei bambini colpiti da una forma di tumore del SNC presentano questo problema. Alcuni pazienti hanno anche manifestazioni di vomito e vertigini.
È interessante rilevare che la frequenza dei diversi tumori fra i nostri pazienti  indiani è quasi simile a quella rilevata da studi eseguiti negli Stati Uniti. Si è osservato anche che la popolazione maschile è maggiormente predisposta a glioma e astrocitoma e quella femminile al meningioma. L'adenoma ipofisario presenta percentuali di incidenza analoghe fra la popolazione maschile e quella femminile.
Nella selezione dei rimedi è stata accordata priorità assoluta all'individuazione del rimedio costituzionale. Tuttavia in alcuni casi non è stato possibile rispettare questo criterio, dal momento che le condizioni del paziente erano molto critiche o il paziente era addirittura in coma. In quei casi i rimedi sono stati selezionati in base alla similitudine dei sintomi con lo scopo di ridurre le dimensioni del tumore e l'edema ad esso associato.
Poiché i tumori hanno una natura sicotica, Thuja occ. è stato il rimedio di prima scelta. Essendo il policreste antisicotico, questo rimedio è in grado di controllare la crescita delle cellule anomale e di ridurre le dimensioni della lesione. L'idea di somministrare Conium mac è stata mutuata dall'utilizzo di questo rimedio nelle forme di tumore maligno, in considerazione della sua capacità di provocare l'ingrossamento di ghiandole dure come pietra e vertigini. Anche Phytolacca ha effetti straordinari sui tessuti fibrosi che producono sporgenze dure, di nuovo quindi un rimedio per la crescita delle cellule cancerose. Carcinosinum è stato prevalentemente utilizzato nei casi di meningioma.
Opium è stato selezionato quando il paziente versava in stato comatoso ed era presente una storia di stitichezza. Per l'edema associato al tumore sono stati somministrati Apis mel, Helleborus, Apocynum e Stramonium sulla base della sintomatologia osservata.
In caso di paralisi o paresi residua sono stati prescritti Causticum, Lathyrus, Curare e Gelsemium, mentre Pitituarium 30 è stato somministrato in caso di adenoma ipofisario. Calc fluor è stato utilizzato prevalentemente quando alla lesione si associava un processo di calcificazione. Trattandosi di disturbi connessi al sistema nervoso, è stato somministrato Kali phos 6X alla maggioranza dei pazienti per mantenere il tono nervoso. X-ray 30 e Thiosinaminum 3X sono stati impiegati prevalentemente in disturbi e complicanze sviluppati a seguito della radioterapia.
Nat mur, Phosphorus, Calc carb, Lachesis, Pulsatilla e Sulphur sono emersi in molti casi come rimedi costituzionali. Tubercolinum e Arnica sono stati somministrati come rimedi intercorrenti.

Riabilitazione
La terapia applicata ai tumori cerebrali per bambini e adulti può causare danni a livello fisico, emotivo e intellettivo. Per esempio la resezione chirurgica dei tumori può provocare la perdita delle funzioni motorie e lasciare nel paziente deficit neurologici tanto gravi che salvargli la vita avrebbe poco significato. Per affrontare correttamente questo problema, sarebbe opportuno consultare anche il personale di medicina fisica allo scopo di definire tempestivi programmi di riabilitazione. Ci sembra compito morale del medico approfondire tale questione.

Conclusione
Anche se i dati summenzionati rappresentano i primi risultati di un trial più complessivo, essi aprono la porta alla speranza di trattare questa grave patologia con una disciplina medica non invasiva come l'omeopatia. Contemporaneamente è opportuno analizzare anche il ruolo dell'omeopatia nel trattamento dei sintomi che permangono dopo la risoluzione della lesione primaria.

Autore: Dr. Sanjeev Garg, medico omeopatico indiano, Vive e pratica a Ghaziabad.
Tratto da "53rd Congress of International Homeopathic Medical League Proceeding Book, Amsterdam 25-29 aprile 1998".
Traduzione dall'inglese di Mariella Di Stefano.